GreenItaly 2011
“È quanto è successo alla toscana Old Fashion Sartoria che, otto anni fa, venne a conoscenza di un primo progetto della Regione Toscana – “Filo e Artificio”, finalizzato al recupero della lana locale, che fino a quel momento finiva in discarica senza essere utilizzata. In Toscana esistono oltre 500.000 capi ovini sparsi nelle varie province con una forte concentrazione nelle zone appenniniche e nel sud della regione.
Il successo di “Filo e Artificio” ha permesso il finanziamento del successivo progetto “Tessile e Sostenibilità”, avviato da Ibimet – CNR e Fondazione per il Clima e la Sosteniblità (FCS), con cui ha avuto inizio la sperimentazione di nuove tecnologie in sartoria, in particolare l’uso del CAD, nell’intento realizzare un prodotto ecologico interessante per l’industria e non più solo per l’artigianato. Si è quindi costituita una micro filiera cui hanno aderito, oltre alla sartoria artigianale Old Fashion, il Lanificio di Soci, Tessilarte e la Filanda Giannini, uniti per produrre prodotti naturali, nati nel territorio di riferimento, in sinergia con l’ambiente e realizzati secondo le tecniche tradizionali della sartoria artigianale. Dal settore agricolo alla filanda, dove grazie all’uso dell’antico telaio nascono i tessuti tipici toscani (trattati con coloranti esclusivamente naturali), tra cui ricordiamo il panno casentino e i tessuti della montagna pistoiese, fino ad arrivare alla sartoria. L’apporto tecnologico di Ibimet – CNR, invece, si è dimostrato fondamentale per effettuare regolari studi agro-geologici per la valutazione del terreno e delle coltivazioni di fibre e coloranti, analisi tecnica della percezione dei tessuti sulla pelle, misurazione della resistenza termica e traspirativa dei tessuti, così come accurate prove ecologiche e biologiche. Il tutto ha portato alla realizzazione di tessuti più “rustici”, più vicini a quelli di un tempo, molto ben accolti da Pitti Filati, coinvolta insieme al CNR nel finanziamento delle attività del progetto successivo, “FTS Filiera del tessile sostenibile”, grazie a cui l’impegno a creare delle filiere corte per l’utilizzo di risorse locali non riguarda più solo la lana, ma aspira ad allargarsi anche ad altre fibre naturali, come l’ortica.”
Romina Surace
Ufficio Ricerche



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